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Naming per aziende: l’importanza di chiamarsi BioPresto

Perché il Brand Naming è fondamentale per decidere le sorti del tuo brand?

Hai deciso di avviare una start up? O hai aperto un’attività e cerchi il nome perfetto? Quello che ti serve è un servizio di Brand Naming. “E perché mai, non posso pensarci da solo?”. Naturalmente sì, nessuno te lo impedisce. Ma un naming professionale ti offre maggiori possibilità di successo.
Secondo molti studi, è proprio questo uno dei fattori chiave nel lancio di un nuovo marchio. Come mai il Brand Naming è così importante? E quali vantaggi ti offre affidarlo a un professionista?

Partiamo dal principio: cosa si intende per Brand Naming?

Nel marketing e nella comunicazione, il “naming” è l’arte di scegliere il nome per aziende, prodotti e servizi. Il “Brand Naming” in particolare, è lo studio del nome ideale per un determinato marchio.
La scelta comprende:

FASE PRELIMINARE

FASE CREATIVA

FASE DI CONTROLLO

O pensavi che bastasse pescare foglietti da un cappello? 🙂

Perché il Brand Naming è così importante?

La scelta del nome della tua attività non può essere affidata al caso o al capriccio di un momento. Anche se potrebbe sembrarti un vezzo, perché ciò che conta per te è il valore dei tuoi servizi o prodotti, il nome dell’azienda è cruciale per il suo successo. Nomen Omen dicevano i latini, e di fatto nel senso comune è ancora così. Il nome è ciò che per primo comunica ai tuoi potenziali clienti chi sei e ciò che fai.
Nel caso di alcuni naming, persino come lo fai. Un vero e proprio biglietto da visita che, nel migliore dei casi, si imprime nella mente del tuo pubblico. Al contrario, un nome banale, poco orecchiabile, difficile o non pertinente al tuo business ha poche chance di colpire nel segno.

COME EVOLVE UN BRAND NAMING

Uno dei motivi per cui il nome del tuo brand è così importante è che, a differenza del logo o del pay off, che possono cambiare, il nome resterà nel tempo.

Prendiamo il caso di BioPresto che abbiamo menzionato nel titolo. Un brand storico di detersivo con un nome composto che, in modo conciso, suggerisce subito due concetti fondamentali: Bio (da bios= vita) + Presto (pulizia veloce).
In pratica un detersivo che ti semplifica la vita.
Da quando è stato lanciato, nel 1968, il termine Bio ha assunto nuove sfumature e oggi comunica anche altri significati (biologico, biodegradabile). Poco importa se il detersivo rispecchia realmente queste aspettative: questo è da sempre il suo nome e nella mente di chi lo acquista oggi è questa l’immagine che il nome suscita.

Non tutti i naming sono stati così fortunati da reggere nel tempo. Lo dimostra il caso dei cioccolatini “Moretti”, prodotti dalla Dubler con questo nome dal 1946 e ritirati recentemente dai supermercati svizzeri perché ad oggi il naming può essere percepito con connotazione razzista.

Quanti tipi di naming esistono?

Se le possibilità di naming sono infinite, i nomi dei brand possono essere suddivisi in base ad alcune caratteristiche.

Abbiamo così:

1. NAMING DESCRITTIVI
Sono i naming che puntano a “raccontare” il prodotto al suo pubblico. È il caso ad esempio di Fatture in Cloud, in cui il nome spiega esattamente in che cosa consiste il servizio. Hanno il pregio di comunicare subito il vantaggio per l’utente.

2. NAMING EDUCATIVI
Un naming evocativo non descrive didascalicamente l’azienda o il prodotto ma suggerisce un immaginario, un valore o un vantaggio attraverso un’emozione. Mulino Bianco evoca subito un’immagine di genuinità e fragranza che il brand ha ripreso in tutta la comunicazione. Il vantaggio è creare un’immagine accattivante nella mente del cliente. Del resto, come ha scritto Zig Zaglar, “le persone acquistano per ragioni emotive”.

3. NAMING ASTRATTI
I naming astratti sono una scelta più coraggiosa perché rinunciano al vantaggio di comunicare con immediatezza il “core” dell’azienda. Tuttavia sono spesso originali e gradevoli, inoltre è più probabile che non siano già stati registrati da altre aziende. È il caso di Buru Buru.com, il sito per i prodotti di artigiani e creativi italiani.

4. ACRONIMI
Un’altra soluzione per creare un naming pertinente all’azienda è utilizzare un acronimo. FIAT ad esempio sta per “Fabbrica Italiana Automobili Torino”, mentre IKEA unisce le iniziali del fondatore, Ingvar Kampar, a quelle dei luoghi in cui è cresciuto: la fattoria Elmtaryd e il villaggio Agunnaryd. Entrambi gli acronimi si sono rivelati efficaci anche perché sono orecchiabili e facili da ricordare. Al contrario, acronimi con troppe consonanti o eccessivamente lunghi rischiano di affossare il marchio.

5. NAMING PERSONALI
C’è chi ha fatto del proprio nome un brand. È il caso delle Maison degli stilisti della moda ma anche di aziende di settori diversi, da Bertolli a Ferrero passando per Pirelli. Una scelta che fa leva sull’autorevolezza e che richiede un ottimo lavoro di Personal Branding.

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